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Changüí   

E' impossibile parlare dell' orchestra Reve' senza menzionare il Changui', ritmo e genere nato nel musicalissimo Oriente cubano.
Changuì è sinonimo di festa, incontro conviviale, momento di ricreazione di una civiltà contadina nel quale con musica e balli si celebrano l' allegria e l' amicizia.
La culla di questa genuina espressione festiva di musica campesina si localizza nella provincia guantanamera. Con maggior precisione si possono indicare le zone geografiche di Yateras, El Salvador, Manuel Tames ed il famoso barrio guantamero della Loma del Chivo. In questo contesto ed in queste aree geografiche si riunivano principalmente gruppi improvvisati formatisi spontaneamente per suonare con strumenti rudimentali le prime forme di Changuì.
Nella genesi di questa forma musicale, che secondo fonti musicologiche ha origine nel 1860, confluiscono elementi spagnoli-europei, africani ed afro-francesi, essendo questi ultimi probabilmente i più fecondi in ragione di una forte presenza haitiana in quella regione.
Il nucleo originario degli strumenti utilizzati per suonare il Changui' furono il Tres, il Guayo ed il Bongò del monte, differente da quello tradizionale. Con il passar degli anni si aggiunsero altri strumenti come la Botija, la Marimbula e le Maracas ma, ciò nonostante, il Tres ed il Bongò continuarono ad avere un ruolo di protagonisti. Nel dialogo constante tra il Tres ed il Bongò si incontra la originalità e la richezza ritmico-armonica di questa forma musicale che risulta essere molto più sincopata che lo stesso Son. Il Changuì è in definitiva un antecedente del Son nel quale confluisce essendo oggi considerato una delle varianti del genere del Son.
Le prime forme di Changuì non sono altro che un ritornello ripetitivo che, come nel caso di altre forme primigenie come il Nengon, la Regina, il Kiriba, si presenta come un montuno elementare costruito sopra il tumbao del Tres ed il suo dialogo con il Bongò. Al canto del solista che inizia esprimendosi in quartette o in decime segue il tradizionale schema di alternanza di chiamata e risposta tra il solista ed il coro.
Nella storia del Changuì si notano due distinte forme di interpretazione: quella del Changuì tradizionale (suonato nel formato musicale del Conjunto) ed il Changuì orchestrale (suonato nel formato musicale di Charanga). Tra i musicisti che formano la corrente tradizionale si trovano tra gli altri: il Changuì di Guantanamo, gruppo fondato nel 1945 nel quale si incontrano personaggi leggendari come Pedro Speck,Cambron, Arturo e Chito Latamblèt ed il gruppo las Estrellas campesinas di Yateras, fondato nel 1952 a Yateras e diretto da Eduardo Goulet (Pipi).
Nell' altra variante changuisera spicca l' opera del geniale musicista guantanamero Elio Revè che seppe innovare profondamente il genere musicale vestendolo di nuovi colori. Il Changuì tradizionale, sotto la direzione di Elio Revè, pur mantenendo le sue caratteristiche proprie, perde le sonorità del passato in conseguenza del cambio di formato orchestrale. Molteplici furono le innovazioni che Revè introdusse nel Changuì per ciò che riguarda i criteri di esecuzione, gli strumenti, così come nell' apertura ad altri ritmi nazionali e stranieri ma anche ad altre modalità sonere più recenti (Salsa e Timba).
Elio Revè fu anche il maggior ambasciatore del Changuì nel mondo.
Nonostante abbia nell' orchestra Revè i suoi protagonisti più attivi e celebri il Changuì, oggi come ieri, possiede molti ammiratori tra i musicisti cubani che perpetuano la sua permanenza nel panorama musicale cubano. Lo stesso Benny Morè registrò nel 1958 il brano "Maracaibo oriental", forse il Changuì più conosciuto nella storia del genere. Anche la Salsa si avvicinò in varie occasioni con curiosità al Changuì lasciando traccia di questo interesse nelle registrazioni di Ray Barreto e Celia Cruz.
A Cuba i Van Van, Issac Delgado, Sierra Maestra, Felix Baloy, Pancho Amat e sopratutto Oderquis Revè, fratello di Elio Revè ed ex integrante del Charangon, hanno coltivato e continuano a coltivare il Changuì.

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