L' orchestra Revè, comunemente conosciuta come il Charangon, è un leggendario gruppo musicale famosissimo a Cuba e molto conosciuto nel mondo intero. L' orchestra fu fondata nel 1956 da Elio Revè, geniale musicista guantanamero scomparso nel 1997. Il Charangon è oggi diretto da suo figlio Elito.
Molti dei musicisti e cantanti di primo piano oggi a Cuba hanno fatto parte in passato di questa orchestra, per questo motivo si parla spesso della Revè come di una orchestra madre.
In più di mezzo secolo di storia la Revè non fu solo una imprescindibile orchestra nella musica popolare da ballo, fu anche un laboratorio dal quale nacquero orchestre e proposte musicali innovatrici e di successo.
Lo dimostrano l’ esempio della Ritmo Oriental, dei Van Van, Dan Den, la 440, Pupy, Chucho Valdés, Yumury e molti altri.
La infanzia di Elio Revè trascorse nella Loma del Chivo, quartiere guantanamero di ricca tradizione folcklorica come il Changuì, antecedente del Son, e la Tumba Francesa. Nella sua formazione artistica guantanamera convivono distinte eredità culturali cosicchè nella sua sintesi creativa musicale si incontrano la componente afro-francese e quella afro-spagnola.
A metà degli anni 50, Revè si installa a L’Avana e decide di formare una orchestra formato Charanga attribuendosi la missione di diffondere il Changuì. Nei suoi esordi discografici l’ orchestra riflette il momento musicale di auge delle orchestre Charanga (Aragon, Fajardo, America) e l’inevitabile ricerca di nuove forme musicali dopo il declino del Cha Cha Cha. Con il passare del tempo ed attraverso distinte epoche, tra le più fortunate ricordiamo quelle di Juan Formell alla fine degli anni 60 e quella di Juan Carlos Alfonso nella decade degli anni 80, Revè seppe crearsi una sua identità sonora introducendo innovazioni sia nel genere del Changuì che nel formato charanguero. Forse la più grande intuizione del geniale musicista guantanamero fu quella di concepire il Changuì come una forma musicale aperta che si lascia penetrare da altre forme musicali o ritmi (changüi-shake, changüi-pachanga, changüi-guaguancó, changüi-timba). La sua relazione con il Changuì fu sommamente creativa e felicemente ambigua, con un piede nella tradizione e l’ altro nell’innovazione. In definitiva con l’ arrivo di Elio Revè il Changuì tipico divenne Changuì orchestrale. Per raggiungere questo risultato egli non solo permise l’ espressione del talento dei suoi musicisti (tale è il caso emblematico di Formell) ma non ci pensò due volte nel rivoluzionare nel corso degli anni le sonorità della sua orchestra.charanga sostituendo i tromboni delle orchestre jazz al flauto ed ai violini charangueri, adottando il bongò, la clave ed il tres dal formato del conjunto, trasferendo ai timbales il figurato ritmico del bongò, abbandonando l’ unisono stile Aragon per lasciar il passo al montaggio di voci changuisere, introducendo i batà così come alcuni “colori” come la cajita china, il fischietto, o ancora più azzardati, quei gridi che caratterizzano la sua descarga changuisera ed il suo crescendo festivo (Wheaa!! Que,que,que? Ecuajey! A sancochar boniato! Chapalea!).
Tutte queste innovazioni però non cancellarono nulla del patrimonio musicale del Changuì, al contrario, visto che, senza alcuna ruga, il Changuì vive nella musica di Revè una sua felice evoluzione.
La sua musica, ieri come oggi, è la felice espressione di una sintesi creativa tra i più alti contrappunti della musica cubana. Già abbiamo segnalato la dialettica tra tradizione ed innovazione che però non resta l’ unico binomio fecondo nella musica di questa orchestra.
La musica di Revè è musica campesina ed al tempo stesso urbana, musica guajira e musica rumbera, musica ritmicamente complessa ed al tempo stesso di melodie facili da assimilare. La caratteristica però più evidente e forse anche quella che maggiormente ci attrae sta però nell’ allegria delle sue sonorità gioiose che, discese dal monte, hanno contagiato la città, qualsiasi città, con la sua festa changuisera. Lo dimostrano le molteplici tournèe di successo che il Charangon, in differenti epoche, ha effettuato in Cile, Perú, Panamá, Portorico, Canada, Stati Uniti, Belgio, Danimarca, Finlandia, Svezia, Svizzera, Italia, Germania, Francia, Inghilterra, Grecia, Spagna, Unione Sovietica, Giappone e Africa Occidentale.
La musica di Revè è stata inoltre punto di riferimento obbligato per il movimento della Salsa e di questo interesse restano come prova documentale le incisioni discografiche di Roberto Roena, della Orchestra Broadway, di Ralphy Leavitt e la sua Orchestra Selecta, del Grupo Sabor de Nacho, della Orchestra Tipica Ideal, dell’ Orchestra Estrellas Cobo ed altre ancora come quelle di Celia Cruz e Ray Barreto che attinsero al ricco patrimonio del Changuì.
Agli inizi degli anni 90, che videro la gestazione del movimento Timba, la Revè si prese carico di omaggiare la Salsa nel suo momento di declino rivendicando, nello stesso tempo, in un movimento di riappropriazione, la radice sonera e il sabor cubano con quella “bastonata musicale” che fu “Mi salsa tiene sandunga”.
Appena qualche anno dopo la Timba desiderò, come avvenuto con la Salsa, autoproclamarsi movimento musicale. Si diede vita ad un Dream Team della Timba riunendo i musicisti e le orchestre cubana più importanti, lasciando però fuori Elio Revè.
Oggi il Charangon vive un momento di grande successo nazionale e internazionale culminato con l’ assegnazione nel 2008 di premi a Cuba ed in Francia al loro ultimo disco “Fresquecito” e non si può non riconoscere che la loro “Timba” suona più ricca che mai!